21/11/14

Alighiero Boetti




«Un buon quadro dovrebbe offrire diversi strati: la bellezza (a chi lo guarda deve restituire piacere). Poi un secondo strato, di elaborazione sull’immagine, un sentimento, inquietante o piacevole. Infine la terza dimensione, la più nascosta e difficile da spiegare. È come se, scrivendo una parola in nero sul foglio bianco si riuscisse a far vedere la forma bianca che la scritta nera determina intorno a sé. Qualcosa che normalmente si afferra. Ecco i tre livelli di un’opera d’arte. Corrispondono ai tre livelli di conoscenza secondo l’esoterismo sufi. Il terzo, ben oltre il soggettivismo, è raramente raggiunto».
da: Annemarie Sauzeau: Shaman showman. Alighiero e Boetti (Luca Sossella Editore, 2006)
«Il problema nuovo di essere artisti oggi è di avere una base, che non sia il prodotto artistico ma l’idea. L’idea la puoi attivare con tanti mezzi, che puoi prelevare da quelli che esistono già e ti vanno bene. Oppure posso prendere a prestito cose già usate da altri, trasformarle, come i francobolli, i ricami, i quadratini...».
da: Flash Art, ottobre-novembre 2001



boetti-alighiero-manifesto-1967.jpg

manifesto (1967)



boetti-alighiero-contatore-1967.jpg

contatore (1967)




boetti-alighiero-aerei-partic-1984.jpg

aerei (partic.) (1984)



Immagini da: Alighiero Boetti. Dall'oggi al domani (catalogo della mostra, Torino, 23 ottobre - 4 dicembre 2004, Galleria Carlina, Torino, 2004)